mercoledì 30 dicembre 2009

Barri Gotic di Barcellona

Il quartiere Gotico, o meglio conosciuto come il Barrio Gotico, è probabilmente la zona più interessante di Barcellona, artisticamente parlando.
Questo groviglio di strade strette e tortuose rappresenta il cuore dell'antica Barcellona.
Il quartiere è caratterizzato da un alta concentrazione di bar, caffè, ristoranti e alberghetti economici.
Il Barrio Gotico si compone di piazzette ed edifici antichi, basti pensare che i più recenti di questi risalgono al Quattrocento.
Tra le attrazioni più celebri vi sono la Cattedrale di Sa Seu, nell'omonima piazza, i tratti delle restanti mura romane e non dimentichiamo piazza Catalunya, che ne segna il confine.
Personalmente, ho trovato molto suggestivo Carrer del Bisbe, che parte da Piazza de Sant Jaume, costeggiando il palazzo della sede del governo, e porta alla Cattedrale.
E' facile perdersi, ma anche lasciarsi andare a dire la verità, in questo dedalo di viuzze che ti porta a scoprire veramente la città antica.
Qui si trova anche il museo della storia della città, che custodisce i ruderi romani sotterranei più estesi al mondo.
Anche il più vecchio negozio di candele si trova qui, la Cereria Subirà.
Non si puo' pretendere comunque di scoprire questo angolo di Barcellona in una giornata, infatti la mia è stata veramente una leggera infarinatura, ma voglio in futuro approffondirne la conoscenza.
Mi ha lasciata stupita la cura e i dettagli dell'architettura che ho visto qui, ma anche la bellezza del posto in se stessa.
E quando riguardo le foto che ho fatto, penso che non riescono a dargli merito.

Una cosa che consiglio per chi ha intenzione di recarsi a Barcellona, è di prendersi un cicerone per conoscere più a fondo il Barri Gotic, perchè le guide cartacee dicono poco, e secondo me è un posto che vale la pena di scoprire anche nel dettaglio.

domenica 27 dicembre 2009

Piazza della Libertà a Bassano del Grappa

Piazza della Libertà sorge sul luogo dove un tempo si trovava l'antico fossato che fungeva da protezione alla parte meridionale della città di Bassano del Grappa.
Tutti gli edifici che vi si affacciano conservano ancora oggi le tracce degli affreschi di alto pregio, tra questi vi è la Loggia comunale di stampo rinascimentale.
Sicuramente, a stupire i turisti, è l'orologio della loggia comunale, con fattura del tardo Cinquecento. Ti ritrovi con il naso all'insù ad ammirarlo; tra l'altro spicca moltissimo da dopo il restauro fatto perchè i colori vivi risaltano sugli intonaci vecchi degli edifici che dominano la piazza.
Da lato opposto abbiamo la chiesa di San Giovanni Battista, risalente al 1300, dove all'interno è custodita la cappella del Santissimo Sacramento, opera del periodo barocco.
A Natale poi la facciata, con mia somma sorpresa, è stata decorata con affreschi vari, che rappresentano scene dell'avvento (la nascita di Gesù, i Re Magi, gli angeli).
Questo ha dato una ventata di allegria alla facciata che di solito si presenta così austera...
Nella piazza poi c'era anche il Carosello, la Casa di Babbo Natale e il trenino, come è ormai tradizione fissa per il mercatino di Natale.

Da qui si snodano varie stradine che portano in ogni angolo della città veneta: da una parte si trova l'adiacente piazza Garibaldi, mentre dall'altra le stradine conducono al ponte degli Alpini passando per una carrellata di negozi di vario genere.
Essendo considerata Bassano una città artistica molto visitata, non sarà difficile trovare i negozi aperti anche la domenica.
Un consiglio: se vi capita di andare a Bassano, in un angolo della piazza della Libertà si trova un fornaio (mi pare sia li dal 1920) sempre aperto anche la domenica e sempre pieno di gente, perchè ci sono un sacco di cose da mangiare ma sopratutto un sacco di tipi di pizza al taglio, non lasciatevi sfuggire l'occasione di gustare una di queste pizze, sono favolose!

sabato 26 dicembre 2009

Piazza dei Signori a Vicenza

Piazza dei Signori è un po' il centro nevralgico di Vicenza: proprio qui si trovano molte tra le più belle opere artistiche della città, ma non solo, qui si svolgono anche i maggiori eventi come la festa di capodanno e i vari mercati tematici tra cui l'ultimo è stato proprio il mercatino di Natale.
In origine era solamente luogo del mercato e foro romano, ora è diventata proprio il cuore pulsante di Vicenza.
In questa piazza dalla forma rettangolare si affacciano tantissimi edifici d'epoca, tra cui spiccano la Basilica del Palladio (idolo di Vicenza) e la torre, e davanti a queste la Loggia del Capitanio e il Palazzo del Monte di Pietà, dove, al centro, è incorporata la chiesa di San Vicenzo.
In mezzo alla piazza spuntano due colonne, una delle quali vanta il leone alato, il simbolo di San Marco e della Serenissima.

Due volte alla settimana si svolge il mercato cittadino, al martedì e al giovedì mattina.

Io ho avuto modo di andarci più volte in questa piazza armoniosa dove anche i negozi e i caffè sembrano seguire lo stile elegante e ho avuto modo di vederla sotto diverse sfaccettature: d'inverno con il fascino della neve, d'estate illuminata a giorno dal sol leone, di sera impreziosita dalle luci dei lampioni che la rendevano molto romantica.
Ogni volta fa il suo bell'effetto, anche per chi ha questo gioiellino artistico sempre sotto mano.
Poi i negozi qui sono sempre gli stessi da quando ero bambina: c'è sempre quel negozio di stoffe che fa angolo dove dentro ci andavano sempre le signore riccone, e poi il caffè centrale dove c'è sempre un corri-corri generale dei camerieri in divisa impeccabile.
Durante l'anno si svolgono un sacco di manifestazioni che riempiono la piazza di stand, oppure concerti e feste.
Bella, indubbiamente bella e affascinante.
E' proprio il salottino elegante di Vicenza

lunedì 21 dicembre 2009

Waikiki a Corralejo

Sparsi per Corralejo ci sono un infinità di locali in cui andare la sera, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
L'assistente del nostro tour operator e anche la mia guida turistica consigliavano il Waikiki, che subito pensavo fosse una discoteca.
Una sera, imboccando una stradina laterale che portava in spiaggia, mi sono ritrovata davanti questo tanto decantato Waikiki.
Scopro quindi che non è una discoteca, ma una sorta di ristorante con piano bar.
Ci siamo fermati a bere qualcosa, nella terrazzina che dava sul mare.
Il listino proponeva un menù vasto dai prezzi medi, anche la scelta dei cocktails era buona.
Servizio abbastanza celere e clientela mista, si andava dalle giovani coppie alle compagnie, e anche qualche famiglia anche se in netta minoranza.
Personale poliglotta e disponibile.
Il locale è dotato di molti posti a sedere all'interno e presenta un arredamento ricercato, mobilio in legno scuro e colori forti alle pareti, il tutto senza cadere nel ridicolo e risultare pacchiano.
Non troppo chiassoso come localino, anzi.
Trovo che le lodi tessute dall'assistente del tour operator fossero un po' troppo esagerate, ma se si da un confronto con tutti gli altri locali di Corralejo, beh, questo risulta essere uno dei migliori.
Carinissima la terrazzina sul mare, con pavimentazione di semplice sabbia.
Io ci sono tornata altre volte, ma sempre sul prestino, prima di mezzanotte.
Anche se il Waikiki si trova in fondo ad una stradina laterale non è difficile individuarlo, visto che è ben segnalato dai cartelli pubblicitari.
E se si vuole ballare basta andare sul tardi.

domenica 20 dicembre 2009

Festa di Santa Lucia a Verona


A Verona ogni anno, tra la notte del 12 e il 13 dicembre si festeggia Santa Lucia.
La Santa è colei che, con l'aiuto dell'asinello, porta i doni ai bimbi buoni.
In tutte le piazze di Verona, nei tre giorni (11-12-13), si festeggia in pompa magna.
In ogni piazza e nei viali principali si trovano bancarelle di ogni tipo.
Io ne avevo sentito parlare tantissimo e benissimo, ma non c'ero mai andata.
Ecco che quest'anno il 13 dicembre è cascato di domenica e mi si è presentata l'opportunità di andare a vedere di persona questa festa.
Siamo partiti subito dopo aver pranzato sperando di trovare subito parcheggio, ma invece abbiamo dovuto girare mezz'ora buona per trovarne uno.
Poi ci siamo avviati verso piazza Bra, dove si trova l'Arena: beh, mai visto così tanta gente e così tante bancarelle!
La maggior parte di bancarelle era divisa in fila a seconda della tipologia di merce: c'era la fila dei dolci e delle frittelle calde, quella dei guanti e delle sciarpe, quella dei giocattoli e così via.
Dall'Arena usciva un enorme stella cometa che atterrava in mezzo al mercatino: ci stava d'incanto!
E poi le bancarelle non finivano qui, ma se ne trovavano ovunque, anche lungo il corso che porta alla piazzetta della Porta dei Borsari.
Nonostante il freddo e il vento c'era gente ovunque, i negozi erano strapieni.
Per prendere una cosina per mia nipote nel negozio della Disney ho fatto una fila inaudita alla cassa.
Comunque anche se c'era tanta gente l'atmosfera che si respirava era splendida.
Ho fatto una bella passeggiata fino a piazza delle Erbe, immersa nella musica e nei colori delle feste.
Non posso negarlo, a me queste cose piacciono tantissimo perchè adoro il Natale, è una delle mie feste preferite!
Tra le bancarelle c'erano cosine stupende, ma mi sono trattenuta, ho comprato solo un paio di guanti perchè ero uscita di casa senza e lì avevo le mani congelate!
Alberi di Natale ce n'erano in ogni angolo e alcune piazze avevano delle luci che sembravano candele di ghiaccio da cui scivolavano le gocce, stupende, non ne avevo mai viste fatte così.
I monumenti più celebri erano addobbati in pompa magna e alcuni tratti delle mura erano profilati con le luci.
Era tutto troppo suggestivo!
Anche mio moroso, che di solito non ama le feste o i posti troppo affollati, è stato contento della mia scelta di andare a Verona.
Ormai il prossimo appuntamento è per il nuovo anno, se amate il Natale metà di quanto lo amo io, dovete andarci per forza a Verona!
Tra l'altro i mercatini restano attivi fino alle 23:00, quindi la sera dev'essere ancora tutto molto più bello!

venerdì 18 dicembre 2009

Metropolitana di Barcellona

Bisogna proprio che lo dico: se non ci fosse stata la metropolitana a Barcellona non so proprio cosa avrei fatto!
Il mio ostello era tutto fuorchè vicino al centro, quindi la metropolitana è stata un ottimo compromesso!
Ho fatto subito l'abbonamento per i quattro giorni della mia permanenza, perchè tanto sapevo già che l'avrei usata spessissimo.
Avevo la cartina con tutte le linee sia sulla mia guida turistica cartacea, sia su un foglietto che mi avevano fornito all'ufficio informazioni della Stazione del Norte.
Alla fine le linee che prendevo io erano quasi sempre le solite...arrivavo alla fermata Catalunya e da lì partiva l'intero snodo.
Qualche volta si restava in piedi, ma quasi sempre ho trovato un buco dove piazzarmi a sedere.
Rispetto alla metropolitana di Parigi questa m'è apparsa più sicura, nel senso che non sono mai incappata in stazioni losche dove filtrasse un filo di delinquenza..anzi, ho visto che la vigilanza era sempre presente con tanto di cani antidroga al seguito. Ma magari sono stata anche solo fortunata.
Noi abbiamo fatto due abbonamenti visto che eravamo in due, mi sembrava anche ovvia la cosa. Poi passando per le porte e i vari passaggi mi sono accorta che vari gruppi si passavano lo stesso ticket: ecco che scopro anche la furbata!
L'abbonamento vale comunque anche per i bus, visto che dopo le 23 la metropolitana non è più attiva e bisogna usare per forza quelli, che comunque fanno le stesse identiche tappe per tutta la notte.
I mezzi e le stazioni sono abbastanza puliti, non posso dire la stessa cosa però di alcune persone che ne fruiscono però!
Per chi va in visita a Barcellona conviene valutare tutte le offerte possibili, compreso il ticket che ha validità un mese. Le linee sono tantissime e portano ad ogni angolo della città.
Alcune stazioni sono fornite di bar e negozi, ma nemmeno una che avesse un bagno pubblico, almeno tra quelle che ho visto io ( e non erano poche!).
I biglietti si coprano sia negli uffici turistici, sia nelle macchine che si trovano in ogni fermata.
La fermata più artistica è sicuramente quella di placa Catalunya, da dove cominciano le ramblas.

giovedì 17 dicembre 2009

Piazza Bra a Verona

Verona a mio avviso non è una città, è una vera opera d'arte.
Adoro girare per questa città, d'estate e anche d' inverno.
Con le sue mille attrazioni da vedere, assume un ''non so che'' di magico che mi rapisce ogni volta che ci vado.
La prima piazza che trovo ogni volta che vengo in visita in questa città è piazza Bra.
Una piazza enorme, che fa da salotto alla tanto famosa Arena di Verona, e che è sempre affollata in qualsiasi ora del giorno.
Un lato della piazza lscia spazio ai ristoranti e alla caffetterie, mentre dalla parte opposta si trovano i palazzi.
Al centro ci sono i giardini, dove una sera d'estate mi sono seduta in una panchina ad ascoltare le note dell'opera che uscivano dall' Arena gustandomi nel mentre un buon gelato.
Il 13 dicembre di ogni anno, piazza Bra viene invasa dai ''bancheti de Santa Lussia'', ovvero il mercatino di Santa Lucia, dove si trovano dolci,leccornie, giocattoli e abbigliamento.
Lucia è colei che porta i doni ai bambini buoni nella notte tra il 12 e il 13 dicembre.
Nonostante il freddo anche in questa giornata la piazza è gremita di gente.
Punto di partenza anche per le vie dello shopping e per gli itinerari turistici che ripercorrono la storia di Romeo e Giulietta.
Di Verona non è la mia piazza preferita, però è sempre una tappa obbligatoria dove di solito amo sostare al tavolino di qualche bar per osservare il via vai di persone.
Da qui ha inizio il centro storico di Verona, dove le auto non hanno accesso senza autorizzazione.
Senza dubbio è più suggestiva il giorno di Santa Lucia, con le bancarelle, le luci e una grande stella cometa che esce dall' Arena.

mercoledì 16 dicembre 2009

Tantaluna a Corralejo, Fuerteventura

Il TantaLuna è un localino che si trova a Corralejo, nella zona vicino al porto.
Praticamente, nella mia settimana di permanenza a Fuerteventura, ci passavo davanti ogni sera.
Quello che colpisce i turisti è un tavolino dove sono seduti tre peluche enormi, con un cocktail (finto) davanti.
Noi una tappa la facevamo sempre per bere qualcosa, una sera abbiamo provato anche a mangiare la paella.
Il locale è alla buona, piccolino, gestito da due italiani molto simpatici.
Si mangia bene e i prezzi sono nella media.
Il pesce è freschissimo, anche perchè vanno a prenderlo al porto (praticamente dietro l'angolo) ogni giorno.
La zona è tranquilla, pur essendo in pieno centro non c'era baccano e nemmeno un via-vai insopportabile di turisti.
Il locale è piccolo ma pulito e tenuto bene, dai colori accesi alle pareti.
Ovviamente non dispone di parcheggio, ci si arriva a piedi.
La vietta dove si trova è proprio fronte mare, ma non c'è il vento tipico dell'isola che porta via anche le forchette...i tavoli sono abbastanza riparati.
Lo consiglio più che per mangiare per venire a bere un buon cocktail, visto che c'è una vasta scelta e li fanno fanno a regola d'arte.
Un bel voto anche alla simpatia dei gestori.

martedì 15 dicembre 2009

Porta Borsari a Verona

Porta Borsari è una delle tante porte che spuntano nelle mura romane di Verona.
Risalente con molta probabilità nel primo secolo dopo Cristo, si pensa sia stata il rimaneggiamento di una porta precedente ancora più antica.
In passato da qui si entrava nella città per la via Postumia, ed era presente anche un cortile, oggi scomparso per lasciare spazio al lungo corso fiancheggiato da negozi e localini di ogni tipo.
La facciata che troviamo è costituita da blocchi di calcare e sfodera due passaggi ad arco che poggiano su due colonne dai capitelli corinzi.
Alzando lo sguardo s'incontra una serie di finestre, in due file da sei sovraposte.
Porta dei Borsari, che deve il nome ai ''bursari'' cioè i soldati che riscuotevano il dazio vescovile, è decorata da ambo i lati.
Girando per il centro di Verona non è difficile trovarsela davanti, è tra le tappe del classico itinerario turistico.
La facciata che oggi vediamo è quel che resta di un 'edificio, che probabilmente era strepitoso, ma che ora come ora possiamo solo immaginare.
Verona è una città affascinante che presenta tante ricchezze artistiche come questa...mi piace soffermarmi a guardare queste opere, chiudere gli occhi e immaginarmi il tempo che torna indietro ai tempi dei soldati che fermavano le carrozze per riscuotere il dazio.
Poi la zona dove si trova questo arco l'ho sempre trovata particolarmente tranquilla e carina.
Ci sono dei piccoli ristorantini che creano un atmosfera molto intima.
In una visita turistica per Verona( o anche per una semplice passeggiata fuori porta) è sicuramente da segnare sulla lista delle cose da vedere, sopratutto per gli amanti dell'architettura!

lunedì 14 dicembre 2009

Mercatino di Natale di Levico Terme

Nei giorni del ponte dell'Immacolata mi sono fatta portare da mio moroso al mercatino di Natale di Levico Terme, visto che in un oretta di auto da casa mia ci si arriva tranquillamente.
Il mercatino si svolge dentro il parco Asburgico, uno scenario incantevole!
E' tutto un susseguirsi di una cinquantina di chalet in legno che vendono prodotti di ogni genere: dolci e liquori, addobbi natalizi, statuine per il presepe, composizioni floreali, formaggi e salumi, sciarpe, guanti e pantofole.
Ovviamente ci sono anche i punti di ristoro dove bere una cioccolata calda o un uon vin brulé.L'atmosfera è magica: nel parco si sente lo scampanellio della carrozza che fa fare il giretto del parco ai grandi e ai bambini. In sottofondo si sente la musica con le canzoni tipiche del Natale e quattro Babbi Natale se ne vanno in giro in ogni angolo a suonare e cantare con la loro orchestra.
Il programma natalizio che si svolge a Levico Terme è molto ampio e prevede una marcia non competitiva di Babbi Natale, feste, concerti, attività per bambini e una mostra di cento presepi.
Io mi sono accontentata del solo mercatino nel parco anche perchè il tempo che avevo a disposizione non era moltissimo, ma mi sarebbe piaciuto vedere all' opera anche gli artisti dei vecchi mestieri per le vie del centro.
Ovviamente l'evento è super affollato e abbiamo faticato un po' per trovare un posto dove parcheggiare l'auto.
Tra i miei pochi acquisti c'era una sacher torte (squisita è a dir poco) e alcune statuine per il mio presepio.
Tra l'altro, per gli amanti del presepio, erano molte le bancarelle che vendevano statuine di tutti i tipi e di tutte le misure, e a mio avviso fatte benissimo.
Nemmeno io costo era eccessivo.
Nonostante il vin brulé bollente il freddo s'è fatto sentire, anche se avevamo avuto la fortuna di trovare una giornata senza pioggia.Se vi capita di passare da quelle parti sotto il periodo natalizio vi consiglio di andarlo a vedere, non ve ne pentirete...a me è piaciuto un sacco, ma la prossima volta mi vestirò il doppio perchè ho sofferto tanto il freddo!
Un nota di merito anche alla merce, tutta tipica del posto e di qualità!

sabato 28 novembre 2009

La spiaggia di Sotavento a Fuerteventura

Da Corraleo, dove alloggiavo io, fino alla spiaggia di Sotavento la strada è scorrevole e il panorama che si gode, anche stando seduti in auto, è piacevole e rilassante.
Arrivati alla spiaggia abbiamo lasciato l'auto in un comodo parcheggio vicino al bar e al kite-center.
Noi ci siamo incamminati verso un punto più lontano dalla ''folla''..avevamo bisogno di una giornata ''in solitaria''.
Arrivare fin dove siamo arrivati non è stato semplice,anzi : il vento ci buttava in faccia tutta la sabbia, a volte sembrava di ricevere veri e propri schiaffi sulle gambe.
Cammina, cammina arriviamo in un punto un po' riparato dal vento dove si poteva ammirare la bellezza e i colori di questa spiaggia in tutta la sua lunghezza.
Nel mare, anzi, nell'oceano dal colore limpido, ogni tanto vedevi svolazzate qualche kite-surfista dai colori accesi.
In questo angolo della natura così suggestivo mi sono immersa nei miei sogni a riposare quando all'improvviso mi sento chiamare (un urlo) da mio moroso di ritorno da una passeggiata solitaria.
Mi dice: '' Non ci crederai mai a quello che ti sto per raccontare''.
Io gli rispondo:'' Non raccontarmelo che tanto non ci credo''.
Lui invece mi racconta che vicino agli scogli uno scoiattolo gli è andato vicino ad annusargli la mano.
Siccome sono nata il giorno di San Tommaso (28 gennaio) e non ci credo se non ci metto il naso, sono andata a vedere.
Effettivamente c'erano delle impronte di zampette sulla sabbia...mah...io non ho visto nessun scoiattolo!
Torno al mio telo mare e dallo zainetto tiro fuori la mia merenda: tre barrette ai cereali.
Cosa c'entra, vi chiedere, beh, c'entra perchè nel tempo di un secondo un sacco di scoiattoli sono saltati fuori da ogni angolo, affamati come lupi.
Mi saltavano anche in mano.
Ho dovuto cedere le mie barrette ed anche i crackers.
Sotavento è una spiaggia tanto amata dagli scoiattoli...li ho trovati solo qui.
Tra l'altro in questa parte di spiaggia dove eravamo non c'era nessuno fatta eccezione di una coppia di nudisti.
Il mare aveva onde abbastanza forti, almeno quel giorno lì,e non mi sono fidata a fare il bagno.
A parte che l'acqua dell'oceano è congelata e io sono una freddolosa cronica.
Comunque in fatto di pulizia e bellezza del posto merita veramente tantissimo.
Se avete in programma una vacanza a Fuerteventura segnatevi anche questa, sopratutto gli amanti del kite-surf!
IL bar tra l'altro ha anche funzione di ristorante, quindi nessun problema nemmeno per il cibo!

sabato 14 novembre 2009

Cala Pregonda a Minorca

Minorca in sè stessa è stata una rivelazione per me,e ancora di più lo sono state le sue spiagge.
Siamo andati un po' alla cieca con le spiagge,prendendo spunto da quelle che vedevamo nelle cartoline dei negozi e da quelle consigliate da una guida obsoleta che avevamo trovato.
Di Cala Pregonda avevamo poche immagini,ma la guida ne parlava bene...quindi ci siamo lanciati,anche se non capivamo bene che strada dovevamo fare.Siamo arrivati in una strada dissestata,con poche indicazioni...ma alla fine siamo giunti in un parcheggio di terreno battuto dove c'era una struttura di legno adibita a bagni pubblici.
Pensavamo di arrivare subito alla spiaggia percorrendo quel sentiero che avevamo davanti...e una spiaggia c'era,ma tutti di ciottoli e deserta...non era quella tanto agoniata!
Poi abbiamo visto della gente che prendeva il sentiero a destra della spiaggetta...e li abbiamo seguiti....
Sembrava di percorrere un pezzo di canyon,il terreno era brullo e pieno di erbacce...e continuavamo a camminare e camminare....
Alla fine si è aperta davanti ai nostri occhi una magia: Cala Pregonda!
Bellissima è a dir poco!
Tre insenature collegate tra loro,costituite da parti di roccia e sabbia fine rossastra...uno spettacolo che solo la natura poteva esibire!
Tanta strada,ma ne era valsa veramente la pena...non avevo nemmeno la forza di fotografare,volevo togliermi la roba che avevo adosso e tuffarmi in quelle acque cristalline...
Sembra davvero una spiaggia caraibica!
L'acqua era bassa,quindi adatta anche ai bambini piccoli.
Nessun bar o albergo nei dintorni,solo mare e sabbia...una distesa immensa....
Anche se nella guida era scritto che era abbastanza isolata c'era un bel po' di gente che aveva fatto la magica scoperta...però c'era tantissimo spazio per tutti...
Ed era tutto pulitissimo,nessuna cartaccia o rifiuto nei paraggi.
L'unica nota discordante di questo posto era che in quei giorni c'erano le meduse,che avevano preso di mira parecchie spiagge bellissime dell'isola,quindi bisognava stare attenti.
Per giungere qui se non si vuole camminare bisogna avere per forza la barca,infatti è permesso alle barche di avvicinarsi alla costa,ma io ne ho intravista solo una.
Tra tutte quelle che sono riuscita a vedere questa è una delle più belle,e particolari...di un rossiccio dal tono caldo e dalle acque di un azzurro in cui ti ci puoi perdere...merita veramente tantissimo!

mercoledì 4 novembre 2009

Soggiorno Aurora a Caorle

Il Soggiorno Aurora...è stato proprio questo a far si che non mi fidassi più delle indicazioni di mio cognato...faccio tutto io, prenoto io...conosco un posto ottimo per dormire!
Dovevamo andare in vacanza a Caorle 15 giorni io, mia sorella e la bambina che aveva solo 9 mesi, quindi una cosa rilassante..
Ovviamente ci serviva un appartamento per fare le pappette alla bambina e avere piena autonomia sulla cucina a qualsiasi ora.
Ci fidiamo della sua esperienza, ci era andato per dieci anni di fila quando era bambino...
Dimensioni: beh era grande, c'erano due camere da letto, cucinino, soggiorno e doccia.
Da dove cominciamo...il cucinino era piccolo, con ingresso indipendente, c'era tutto, pentolame, padelle, fornello,piatti,acqua calda...ma haimè, era tutto vecchio e datato.
La doccia...mamma mia...c'era il buco, non il piatto doccia...abbiamo allagato tutto ogni volta...
Le camere, anch'esse vecchie, mobilio datato, la culla ce la siamo portati da casa come anche la televisione.
La cosa più brutta è stato che il primo giorno l'abbiamo perso per dedicarci alla pulizia totale di tutto, volevo che fosse tutto pulito anche perchè la bambina era piccola e metteva le mani ovunque.
Ottima comunque la vista, direttamente sul mare.Solo quella comunque.
L'aspetto generale era vecchio e trasandato.
Di curato c'era solo il giardino.
Meno male che nel prezzo era compreso almeno l'ombrellone e due sdraio...così sono stata in spiaggia più tempo possibile.
Ho visto che c'era anche una lavanderia sotto, ma noi non ne abbiamo mai fatto uso.
Il panorama dava direttamente sulla spiaggia, per la maggior parte occupata dalle strutture alberghiere.
In pochi minuti si raggiungeva il centro e mezzi pubblici, comunque la zona è ben servita da negozi,bar, farmacie e minimarket.
La spiaggia era enorme, con bagnini, il mare era anche pulito, però abbiamo trovato anche vetri per terra, forse lasciati la sera prima da qualche sciacallo, ma molto pericolosi per i bambini piccoli.
Nella spiaggia venivano orgazzati molti giochi per i bambini ed erano presenti anche scivoli e altalene.

lunedì 12 ottobre 2009

sabato 22 agosto 2009

La Rambla di Barcellona

La Rambla è sicuramente il punto più trafficato (turisticamente parlando) di Barcellona.
Questo ampio viale è fiancheggiato da file di alberi e da corsie strette per il passaggio dei veicoli.
La Rambla è tutto un susseguirsi di chioschi, bar, ristorantini, edicole ma non solo: ci sono anche artisti di strada, i mimi e le statue viventi.
Per quel che riguarda gli artisti di strada è sempre un piacere fermarsi a guardarli, risultano sempre molto fantasiosi coi loro abiti e le loro idee. Ne ho visto uno un giorno che si chiudeva da solo dentro una vecchia valigia, era pazzesco veramente, non so proprio come sia riuscito a contorcersi in quella maniera.
Il nome Rambla deriva dal torrente stagionale, raml in arabo, che un tempo passava in questa zona.

Questa zona viene chiamata anche le Ramblas, al plurale, perchè composta da cinque tratti con nomi differenti: Rambla de Canalets, Rambla dels Estudis, Rambla de Sant Josep, Rambla dels Caputxins,Rambla de Santa Monica.
Ai lati della strada fanno bella mostra di sè vari palazzi con stili architettonici diversi.
Sulla Rambla stessa invece si susseguono bancarelle che vendono fiori e altre che vendono uccelli e animali di piccola taglia.
A tutte le ore del giorno è un brulicare di gente, la maggior parte turisti.
Verso sera sulle sedie si fermano i vecchietti a chiaccherare tra di loro del più e del meno.
La Rambla termina nella zona del Porto, dove sorge il monumento dedicato a Colombo.
Nei miei quattro giorni di permanenza a Barcellona questo è il posto ce ho frequentato di più, sia di giorno che di sera.
é sicuramente vivace, anche se risulta un po' caotico.
Ci sono tre o quattro fermate della metropolitana che sostano in vari punti, ma io consiglio di percorrerla partendo da Plaza Catalunya.
Moltissimi i bar dove fermarsi a bere qualcosa e assaggiare un paio di tapas, il mio consiglio è di guardare bene il listino prezzi prima di ordinare qualcosa, onde evitare brutte sorprese.
Un viale comunque bellissimo e pieno di vita, da non perdere assolutamente!
Da qui poi si puo' partire alla scoperta dei vari quartieri che compongono Barcellona.

venerdì 21 agosto 2009

Castello di Sirmione

Il Castello di Sirmione fotografato di sera, col colore delle luci notturne.

mercoledì 19 agosto 2009

Santa Maria del Mar

Non sono una fanatica delle Chiese, nel senso che non sono mai tra le prime attrazioni turistiche ce vado a vedere quando sono in un posto nuovo, ma a questa ci tenevo.
Non sono passati molti mesi da quando ho letto il libro '' una cattedrale sul mare'', romanzo che m'è piaciuto moltissimo, le cui vicende ruotavano attorno alla chiesa di Santa Maria del Mar.
Non potevo non passarci almeno davanti.
L'ultima mattina del mio soggiorno a Barcellona me la sono presa comoda e sono andata a passeggiare nei pressi di questa chiesa.
Santa Maria del Mar si presenta con uno stile gotico catalano autentico.
All' interno, il corpo principale è formato da una navata centrale e due navate laterali divise da file di colonne a pianta ottagonale.
Appena varcata la sogliada' un senso di sobrietà e semplicità.
Devo dire che, anche se non presenta grandissime decorazioni, m'è piaciuto di più l'interno che l'esterno, forse perchè esternamente appare un po' soffocata da tutti gli edifici e i palazzi che la circondano.
Bellissime le vetrate a colori, che danno un tocco di armonia, senza risultare comunque pacchiane.
Costruita nel quattordicesimo secolo, fu terminata in tempo record secondo gli standard del tempo: solo 59 anni!
Davanti alla fiancata meridionale si trova El Fossar de les Moreres, il cimitero dei Gelsi, dove furono sepolti i combattenti della resistenza catalana dopo l'assedio di Barcellona nel 1714.
Non ha deluso le mie aspettative anche se ammetto che mi aspettavo qualcosa di più imponente ma la colpa bisogna proprio darla a tutte le strutture che sono sorte a fianco.
Comunque, se ci si trova a passeggiare nel quartiere de La Ribera, una sosta ad ammirare questa chiesa è senz'altro d'obbligo.
L'ingresso è libero, ma le offerte sono ben accettate!
La fermata della metropolitana è anche abbastanza vicina.
Consigliata anche la colazione nel bar di fronte alla Chiesa, sopratutto la mattina presto quando c'è solo gente del posto che gira...è un atmosfera un po' più autentica da assaporare!

lunedì 17 agosto 2009

Lago di Tenno

Per Ferragosto non avevo grandi idee, volevo qualcosa di semplice e non troppo lontano,possibilmente senza restare inbottigliata nel traffico.
Dopo un po' di ricerce su internet ho scelto come meta il lago di Tenno, a nord del famoso lago di Garda.
L'unica preoccupazione era la colonna d'auto che andava verso il lago di Garda ovviamente, ma sono riuscita ad evitarla passando per piccoli paesetti ed evitando la strada principale.
Il lago di Tenno si trova immerso nelle montagne, accerchiato da tantissimi piccoli borghi medievali come quello di Frapporta e di Canale di Tenno.
Il parcheggio dove si lascia l'auto è a pagamento.
Il lago non è enorme, ma risulta carinissimo nel suo contesto.
A farla da padrone è il colore turchese delle sue acque.
Molte le persone che comunque hanno avuto la mia stessa idea per ferragosto.
Nel lago c'è un isolotto facilmente raggiungibile passando per un breve tratto di acqua bassa, ma era affollatissimo.
Abbiamo dovuto sistemarci in un altra zona, all'ombra delle piante.
Li vicino a noi c'era un chiosco ben fornito, qualche panca di legno e i servizi igienici ( prima volta che li vedo in un lago di quelle dimensioni).
L'acqua non era fredda, anzi, sembrava di essere in piscina, infatti la maggior parte della gente si rilassava in ammollo.
Ho visto che era presente anche un bagnino per le emergenze.
In alcuni tratti l'acqua è talmente bassa che sembra di essere in una spiaggia.
Ho passato veramente un bel pomeriggio a oziare in una cornice ambientale splendida.
Se sapevo che era così carino ci sarei venuta prima.
Per tornare indietro abbiamo fatto il giro completo del lago per vederlo sotto ogni angolazione.
Devo dire che è tenuto benissimo, pulito e con tante stradine praticabili agevolmente.
Qua e là sorgono ogni tanto delle strutture alberghiere, che comunque non rovinano il paesaggio.
Vicino al parcheggio ci sono anche un paio di ristoranti.
Molte persone per andare in acqua erano attrezzate con le scarpette di plastica, ma comunque i sassi non sono grossissimi, io sono andata in acqua a piedi scalzi.
E' così trasparente che ti invoglia proprio a tuffarti.
Probabilmente è poco popolare per via del vicino lago di Garda, ma secondo me chi è nella zona non se lo puo' perdere.
E' un posto veramente rilassante e le famiglie ci possono portare tranquillamente anche i bambini piccoli.
Ben segnalato da Riva del Garda, non è difficile da trovare, anzi.
Consigliata una visita anche ai vicini borghi.

giovedì 13 agosto 2009

Mercato de la Bouqueria a Barcellona

Ho sempre avuto una passione sfrenata per i mercati da quando sono stata in Perù, dove ce ne sono di coloratissimi.
A Barcellona il mercato più famoso è quello della Bouqueria, vicino alla Rambla.
Potevo perdermelo? Certo che no!
Impossibile non trovarlo, visto che ad un certo punto della Rambla metà dei turisti svolta a destra e lì appare subito l'insegna in alto : Mercat de la Bouqueria.
Era proprio ora di pranzo quando ho scorto l'insegna e ho subito detto al mio compagno: bene, oggi mangiamo qui ed offro io!
Ovviamente si viene subito invasi dagli odori forti degli insaccati e del pesce tipici dei mercati, ma dopo qualche minuto ci si abitua, ve l'assicuro!
Moltissimi i turisti che vengono qui a tutte le ore del giorno.
Come definire questo mercato?
Sicuramente un tripudio di aromi, colori e suoni.
Ogni banco espone la propria mercanzia e i più colorati sono quelli di spezie e frutta.
I banchi di frutta sono presi sempre d'assalto:con pochi euro si puo' avere una coloratissima macedonia di frutta fresca e frullati di ogni tipo e colore.
Per la gioia dei bambini non mancano i banchi di leccornie con ogni sorta di dolciume (felicità anche per le tasche dei dentisti!).
Io ho preso più di qualche fetta d'anguria, erano buone e invitanti, mentre il mio compagno s'è lanciato su macedonie miste e frullati di ogni tipo.
Per gli amanti della fotografia: qui date libero sfogo alle angolazioni e ai particolari!
Sicuramente non è il mercato più tipico e autentico della città, però ne esorto la visita perchè comunque vale la pena vederlo.
Tra l'altro se si vuole mangiare al volo spendendo poco è il posto migliore, però bisogna fare attenzione ai prezzi perchè variano di bancarella in bancarella.
I venditori di pesce li si trova prevalentemente la mattina, solo pochi restano il pomeriggio.

Spiaggia di Barcelloneta

La spiaggia di Barcelloneta: non ho parole per definirla.
Se fosse stata una discoteca l'avrei apprezzata per la gente e il clima giovanile.
Ma come spiaggia no, è lontana dall'essere uno di quei posti in cui potrei stare per più di mezza giornata.
Ogni singolo centimetro cubico era occupato da qualcosa o qualcuno.
Non c'era un posticino tranquillo neanche a pagarlo oro.
Una quantità infinita di gente che puo' essere paragonata a quella che si trova alla stazione centrale di Milano il lunedì mattina.
Non avevo mai visto niente di simile.
Il bello comunque è il fatto di essere gettonatissima tra i giovani.
Non è pulissima ovviamente, ma è lunghissima e di sabbia chiara.
La sera è comunque piacevole camminare per il lungomare e vedere le onde.
Ogni tanto c'è qualche bar sulla spiaggia, qualche gruppetto che suona oppure semplicemente qualche artista di strada che cerca di ramazzare qualche soldo.
Praticare qualche sport è impensabile, non c'è nemmeno lo spazio per giocare con le racchette da spiaggia da tanto sono stipate le persone.
Mi ha dato proprio l'idea del luogo di ritrovo per tutti, una spiaggia presa d'assalto.
Non è comunque tra le peggiori che ho visto, anche se è lungi dall'essere una di quelle ce consiglierei.
Una passeggiata serale comunque non è da escludere se si passa qualche giorno a Barcellona, sopratutto per respirare un po' d'aria fresca.

mercoledì 12 agosto 2009

Museo Erotica a Barcellona


Museo dell' Erotica di Barcellona: secondo i post e opinioni trovate in rete nulla di eccezionale, anzi, da evitare.
E' ubicato proprio nella Rambla, se non di punta attentamente l'occhio lo si potrebbe passar via senza accorgersene.
Noi abbiamo deciso di entrare, per curiosità.
Le strette scale conducono al piano superiore, questo museo è ospitato nell'appartamento di un vecchio edificio.
L'arredamento è spartano, ma ci pensano i contenuti a creare quell' atmosfera piccantina.
Subito mi ricordava uno di quei postriboli francesi che si vedono nei vecchi film.
Si entra ed ecco che ad accogliere i visitatori in entrata c'è un fallo-statua di legno più alto di me: tutti ci fanno la foto ricordo vicino!
Si prosegue per quella che è una stanza colma di ogni tipo di immagine,fumetto e statuetta in posizioni erotiche di ogni tipo.
Devo ammettere che le statuette in ceramica giapponesi avevano una fantasia sfrenata.
Ai muri si alternavano quadri e lavorazioni in legno sullo stesso tema.
Uno dei quadri era firmato anche da Mirò.
I disegni e le varie stampe erano divise per nazioni e periodo.
E' interessante vedere come si accomunano le diverse civiltà in certe circostanze, non avrei pensato.
Più libertini i francesi comunque in fatto di immagini e scene.
Un un altra saletta erano esposte delle stampe erotiche dei giorni nostri, niente di nuovo o particolare comunque, tutte cose che si possono vedere anche in televisione.
Più interessante la stanza delle torture sadomaso, con manichini vestiti con l'abbigliamento del caso e macchine per le torture create con attenzione certosina.
Più avanti, in una piccola saletta dove si schiattava dal caldo, un maxischermo proponeva vecchie sequenze di film porno.
Ho visto uscire una signora sulla cinquantina al seguito del marito: era vistosamente accaldata, imbarazzata e rossa in viso, forse quei film le ricordavano i tempi andati, chissà, comunque mi aveva incuriosito.
Il film era veramente vecchissimo, e più che erotico lo trovavo comico, ma comunque è stato interessante vedere la netta differenza coi film di oggi.
Sotto certi aspetti questa visita è stata anche istruttiva e comunque con tutti i musei di cimeli di guerra sparsi per il mondo, un po' d'amore non guasta mai.
In quanto a differenze geografiche, sull'arte amatoria bisogna dire che tutto il mondo è paese.
Il prezzo del biglietto di ingresso non è proprio stracciatissimo, però uno strappo alla regola ci puo' stare.
Non c'erano moltissimi visitatori quando ci sono andata io, però quelli che c'erano erano TUTTE coppie di ogni età.

martedì 11 agosto 2009

Parc Guell


Parc Guell è sicuramente uno tra i giardini più visitati di Barcellona.
Io ho voluto visitarlo in due tappe, in due giorni differenti, per avere la possibilità di gustarmelo con la dovuta calma.
Questo parco nasce nel 1900, quando il conte Guell affidò all'architetto Gaudì il compito di trasformare un terreno coperto da alberi in una città in miniatura dove ci fossero giardini all'inglese e dimore per gente ricca.
Lo stesso Gaudì riuscì a realizzare tre chilometri di sentieri,strade,scalinate,padiglioni e una piazza prima che il progetto fallisse e venisse abbandonato.
Questo fallimento oggi registra milioni di entrate.
Io ci sono sempre arrivata da retro,per la baixada de la Gloria, dove arrivavo tramite una scala mobile...percè credete,la salita senza queste scale mobili sarebbe veramente ardua.
In tutte le entrate vengono consegnati deplian con la mappa di Parc Guell.
Dalla zona alta, da dove sono entrata, c'è una vista su Barcellona che è semplicemente strepitosa...si vede anche la Sagrada Familia!
I sentieri che si possono imboccare sono tantissimi e permettono di trovare angolini tranquilli senza troppi turisti.
Noi ci siamo fermati a mangiare un panino all'ombra delle piante. Nonostante fosse mezzogiorno e il sole fosse accanito, al'ombra si stava e si respirava bene.
E poi è anche piacevole passare un paio d'ore in questo posto un po' incantato.
Gli angoli da vedere sono tantissimi, ad esempio il ponte degli innamorati che sembra rubato ad un borgo medievale.
Nell'entrata principale, in carrer d'Olot, le due costruzioni fiabesche danno il via ad una serie di particolari monumentali del parco.Ai piedi della scalinata si trova la lucertola a mosaico che è divenuta un simbolo sempre presente nei souvenir.
La scalinata conduce alla Sala Hipòstila, un labirinto formato da 84 colonne nato per ospitare il mercato.Sopra la piazza circondata dal Banc de Trencadis, una panchina di ceramica decorata che serpeggia la piazza.
Poco più avanti, sulla destra, c'è la casa dove Gaudì trascorse i suoi ultimi anni : oggi è un museo che conserva i suoi cimeli, l'entrata è a pagamento.
Suggestivo questo parco e anche molto vivace.
Ho apprezzato il fatto che fosse ben tenuto e curato, sopratutto da parte dei giardinieri.
Se si fa attenzione, vicino al ponte degli innamorati, c'è una combriccola di pappagallini verdi che fa le gare da una pianta all'altra...sono carinissimi!A me il posto è piaciuto moltissimo, non a caso ci sono stata due volte in quattro giorni.
C'è un bar all'interno, ma è un po' caro, conviene rifornirsi di bibite prima di entrare.
Dimenticavo, almeno questo, tra tutti i capolavori di Gaudì, ha l'ingresso gratuito.

lunedì 10 agosto 2009

Il museo della xocolata a Barcellona

Uno dei musei che ho visitato a Barcellona è stato quello della cioccolata.
Visto che l'ultimo giorno della nostra vacanzina ci permetteva di avere la mattina e il primo pomeriggio liberi abbiamo deciso di spenderlo nel museo della cioccolata, una cosa poco impegnativa.
Abbiamo preso la metropolitana che fermava proprio da quelle parti e in pochi minuti a piedi siamo arrivati davanti all'edificio.
Si entra nel negozio-bar doveè in vendita ogni tipo di cioccolata : da quella in tazza alle tavolette e praline aromatizzate.
Le vetrine espongono una quantità e varietà infinita di cioccolato.
Qui si paga il biglietto e viene fornito un ticket che consiste in una barretta fondente di cioccolato da 25 grammi.
Questo museo è frutto del lavoro della scuola di pasticceria di Barcellona.
Per i golosi questo è il paese dei balocchi.
Si entra in un settore dove i pannelli introducono alla storia del cacao e alla lavorazioni di quest'ultimo.
Seguono poi le sculture di cioccolato che variano dai monumenti storici ai personaggi dei cartoni animati, troppi per elencarli tutti, ma quello che m'è rimasto impresso era il cavallo bianco di Lucky Luke: perfino i dentoni erano precisi, un lavoro certosino incredibile!
Sono moltissimi i capolavori di cioccolato da ammirare, ed ogni anno i soggetti cambiano.
Percorrendo la sala si arriva alla cucina, dove in certi orari gli studenti fanno vedere la lavorazione e come nascono queste sculture.
Quel giorno non era prevista nessuna dimostrazione: abbiamo dovuto accontentarci delle opere finite.
Proseguendo si incontrano i vecchi macchinari che venivano impiegati nella lavorazione del cacao.
Si arriva infine al bar, dove qualche persona seduta al tavolo beveva caffè o una tazza di cioccolata...io, dato il caldo che c'era fuori, ho preferito evitare...però passando per il banco ho preso un nove-dieci praline di assaggio che erano squisite ( e gratuite).
Molto divertente la visita, che fa tornare un po' bambini.
Abbiamo pagato l'ingresso sui quattro euro a testa e non mi è mai sembrato un prezzo eccessivo.
Da non perdere la visita se si hanno bambini al seguito.
Se fossi andata a Barcellona in inverno avrei comprato qualche ghiottoneria da portare a casa, ma essendo luglio si sarebbe squagliato tutto prima ancora di arrivare a fare il check in in aeroporto!
In concomitanza c'era un esposizione sullo spazio e i pianeti, ma non essendo io amante di questa materia ho saltato volutamente.

domenica 9 agosto 2009

Lago di Braies

Ho deciso di andare al lago di Braies venerdì 7 agosto, per festeggiare i tre anni di fidanzamento.
Sapevo che ci volevano almeno tre ore di auto per arrivare, così ci siamo alzati prestino e alle 6 e mezza eravamo già in strada.
Il posto merita comunque la fatica della strada.
C'è una leggenda che aleggia attorno a questo lago che m'è piaciuta molto.
Pare che tanto tempo fa le montagne della Valle di Braies fossero abitate da selvaggi dall'aspetto aspro ma comunque non cattivi.
Nelle pietre delle montagne v'era tanto oro che loro forgiavano per farne monili.
Quando nella valle arrivarono i pastori a far pascolare il bestiame, i selvaggi donarono loro collane e anelli, mostrando l' oro delle montagne.
L'avidità di alcuni pastori dette via a dispute e contese.
Per mettere un freno a questo supplizio i selvaggi fecero sgorgare delle sorgenti dal profondo della terra.
Si creò una grande distesa d'acqua, che separava le montagne dalla valle dei pastori.
Questa grande distesa d'acqua era il Lago di Braies, che io ho visto senza oro ma per fortuna anche senza la pioggia, visto che abbiamo intivato una spendida giornata di sole.
Non è difficile arrivarci, le strade sono ben indicate e anche controllate dalla polizia, quindi se ci andate cercate di non correre in auto!
Abbiamo lasciato l'auto nella distesa di sassi adibita a parcheggio, che c'è costato 4 euro.
Il sentiero che costeggia tutto il lago parte da dove sorge l'unica struttura alberghiera.
Si possono anche noleggiare delle barchette a remi in questo punto, ma noi abbiamo preferito la passeggiata romantica.
Romantica fino a un certo punto,perchè pare che un sacco di gente abbia avuto la nostra stessa idea.
Con la calma assoluta abbiamo raggiunto l'altra sponda del lago, sostando ogni tanto per fare qualche scatto.
Qui ci siamo fermati a stendere armi e bagagli per prendere un po' di sole e consumare il pranzo al sacco.
L'acqua non era freddissima, si poteva tranquillamente fare il bagno in mezzo ai pesciolini.
La bellezza del paesaggio è splendida: il lago è circondato dalle montagne che, volendo, si possono raggiungere a piedi attraverso i vari sentieri segnalati dai cartelli in legno.
Nonostante sia divenuto una delle attrazioni di maggior rilievo della Val Pusteria devo ammettere che è tenuto bene ed è pulito.
Ci sono cestini per i rifiuti in vari punti del percorso.
Alcuni tratti presentano scale e corrimano in legno, per garantire una maggior sicurezza.
Nel pomeriggio abbiamo ripreso la nostra passeggiata.
Ci sono alcuni scorci che meritano veramente d'essere fotografati.
In riva al lago c'è anche una piccola chiesetta che permette di assistere alle funzioni religiose.
Molte le famiglie coi bambini, ma molte anche le compagnie di giovani.
Sono stata proprio contenta e soddisfatta di aver scelto questa piccola perla della Val Pusteria come meta.
Spero in futuro di poterci tornare ancora per il paesaggio, per i colori e pe la tranquillità.

giovedì 6 agosto 2009

Sagrada Familia

L'opera incompiuta dell'architetto di Dio: la Sagrada Familia.
Più volte ammirata in cartolina e sui libri, mi sono ritrovata a scrutarla dall'alto di Parco Guell.
Solo il giorno dopo ho preso la metropolitana che portava proprio davanti.
La prima cosa che ho detto al mio compagno quando ero davanti all'ingresso è stata : '' Guarda, sembra che voglia staccarsi dalla terra per volare verso il cielo!''.
E se Gaudì stesso avesse voluto conferirle un senso di potenza, di superiorità...beh, secondo me ha centrato il bersaglio.
Nonostante sapessi che pagando il biglietto di 11 euro non avrei visto molto all'interno visto che è ancora in cantiere, ho pagato e sono entrata.
Perchè questo edificio ti accende la curiosità, la voglia di vedere i dettagli da più vicino.
La parte su cui mi sono soffermata di più è stata la Facciata della Natività.
Qui il portale è diviso in 3 parti che rappresentano la Speranza, la Carità e la Fede.
E' tutto un intreccio di sculture realizzato a regola d'arte, tanto che le scene sembrano poter prendere vita da un momento all'altro.
Oltre ai personaggi che caratterizzano la nascina come i re magi, i pastori e gli angeli si notano molte sculture che richiamano la natura, come vari tipi di piante e animali:un esempio è la colonna sorretta dal dorso di una tartaruga gigante.
Dalla parte opposta dell'edificio si trova la facciata della Passione, che richiama gli ultimi giorni di vita di Cristo e la sua morte.
Qui le colonne sembrano volersi staccare dal terreno per raggiungere il cielo, tipo radici di una pianta: è uno spettacolo veramente da vedere!
E sottolineo anche quello che diceva la mia guida: se si ha un solo giorno per visitare Barcellona questo è uno di quei posti da non perdere assolutamente.
La facciata della Gloria, che diventerà quella principale, era coperta dalle impalcature e quindi non visitabile.
L'interno è ancora un cantiere aperto, si vedono gli operai al lavoro, ma si puo' cominciare ad ammirarne il soffitto e i mosaici sulle vetrate.
Sempre all'interno, nella cripta della chiesa, si trova il Museu Gaudì, che illustra la vita e l'opera dell'architetto.
Era possibile prendere due ascensori, a pagamento, per salire sulle torri, ma quel giorno la cosa era impensabile, visto che la fila richiedeva un attesa di due ore e il mio compagno comunque non sarebbe salito perchè soffre di vertigini.
Trovo che comunque 11 euro di ingresso siano un po' troppi per un interno che è ancora sotto lavoro, ma almeno ho potuto ammirare le due facciate e i particolari da più vicino.
Spero di riuscire a vederla terminata un giorno, è un opera d'arte che merita veramente!

mercoledì 5 agosto 2009

Residenza universitaria Agora a Barcellona: non solo per studenti!

Per la mia mini vacanza a Barcellona ho scelto di affidarmi a booking.com, che mi ha trovato una residenza universitaria alla modica cifra di 99 euro per 3 notti in due.
Non sono mai stata in un ostello quindi non sapevo esattamente cosa aspettarmi, ma le recensioni che ho trovato in rete erano tutte positive.
Sono scesa alla fermata della metropolitana che mi avevano indicato e ho dovuto chiedere un po' in giro per trovare la struttura, che risultava proprio essere immersa nella zona universitaria.
Abbiamo svolto le solite incombenze alla reception dove il personale è stato di una squisitezza infinita.
La nostra camera era al secondo piano, raggiungibile in ascensore.
La camera, di dimensioni normali, aveva i due letti singoli, due scrivanie e mensole stile ikea, due armadi a muro nel corridoio, finestrone enorme con tende pesanti per non far passare la luce ( che si è rivelato ottimo), bagno semplice, pulito e spazioso, dotato anche di un set di cortesia.
La cosa più apprezzata è stata l'aria condizionata.
Singolare il colore del muro: da una parte rosso vivo e dall'altra verde fastidio.
Alla reception ci avevano avvisato che per quei tre giorni non era prevista la pulizia della camera, ma comunque noi la usavamo solo per dormire e abbiamo lasciato pulito come quando siamo arrivati.
Nota dolente per noi accaniti fumatori era proprio il divieto di fumare.
La vista dava sul retro della residenza universaria, niente di chè.
La struttura era interamente arredata con mobilio e pittura dai colori vivi, molto giovanile come ambiente.
Nella sala comune c'erano dei distributori di bevande calde, snack e bibite, mentre fuori in giardino c'erano solo gli accaniti fumatori come noi.
L'insieme globale è molto moderno, anche perchè credo che sia stato aperto nel 2008.
Il personale alla reception è poliglotta e sempre pronto a fornire indicazioni.
Hanno anche una sala bagagli per il deposito.
La colazione era compresa nel prezzo, si consumava a buffet nella sala al piano inferiore ed era molto ricca : dai piatti caldi salati agli affettati, brioches,pane,cereali..addirittura la marmellata era quella della Hero! Una chicca direi, altro che prodotti da discount!
Ho cenato qui una sola volta, comprando il ticket alla reception alla modica e onesta cifra di 4 euro e cinquanta.
Sempre tutto a buffet.
La carne e il pesce erano buoni, il risotto anche, c'erano anche una bella varietà di verdura che aveva un aspetto gradevole, dolci a go-go, sia al cucchiaio che torte e, cosa che non avevo mai visto in nessun altro posto, le patatine!
C'erano proprio tre ciotoloni di patatine...forse per l'aperitivo? Beh, io vado matta per le patatine e ho molto apprezzato la cosa.
La zona è molto tranquilla di giorno e ancora di più la notte.
Non ci sono bar o locali nelle vicinanze, bisogna spostarsi con i mezzi pubblici.
Forse l'unica nota dolente è proprio la distanza dal centro di Barcellona, ma bastano comunque 20 minuti di metropolitana.
La fermata della metropolitana e del bus è a 10 minuti a piedi (tra l'altro l'ostello si trova in una collinetta).
Ritengo comunque che sia un buon punto d'appoggio per chi cercasse soltanto un letto per dormire la notte.
Ottimo il rapporto qualità prezzo.
Ho visto anche qualche cliente diversamente abile, visto che gli spazi sono molto ampi è agibile a tutti.

martedì 4 agosto 2009

Dunas Alisios a Fuerteventura

Per Fuerteventura ho preso un pacchetto all inclusive della Phone and Go, visto il prezzo conveniente che aveva: prenotato a febbraio costava 200 euro in meno rispetto ai prezzi dell'anno scorso.La struttura dove ho alloggiato è il Dunas Alisios, una sorta di villaggio composto da tanti appartamentini e quindi c'erano tante famigliole!
Siamo arrivati tardissimo il primo giorno, verso mezzanotte, ma alla reception ci hano fatto trovare un sacchetto che conteneva sandwich, frutta e acqua (almeno abbiamo chiuso il buco che avevamo nello stomaco).
In dieci minuti ci hano consegnato le chiavi dell'alloggio e la mappa del villaggio per trovarlo.
L'appartamentino era di dimensioni abbastanza ampie per due persone, e comunque io mi aspettavo una camera, non un appartamento.
La cucina non l'ho mai usata, ma era attrezzata con ogni cosa: bollitore, tostapane, forno a microonde, piatti e stoviglie.
Il salotto aveva una poltrona e un divano che volendo diventava un terzo letto.
C'era anche la televisione, ma non siamo mai riusciti a farla funzionare.
Il bagno: piccolino e senza finestra, aveva la vasca e sul lavandino un set di cortesia.
Uno dei problemi che abbiamo riscontrato è stato quando dovevamo tirare l'acqua del water: praticamente, siccome c'erano delle perdite dai tubi, dovevamo aprire il condotto dell'acqua solo quando ci serviva, sennò trovavamo il bagno allagato.
La camera non era grandissima, ed era composta da due letti singoli ravvicinati, un comodino solo, una cassettiera mentre l'armadio a muro era fuori dalla stanza.
Altro problema riscontrato era la tenda alla finestra : era così fina che entrava un sacco di luce anche di notte, visto che c'era il lampione proprio fuori dalla porta.
La prima sera ho trovato anche uno scarafaggio in camera, ma sono riuscita a spazzarlo fuori...poi non e ho più trovati (almeno, dentro in casa).
La pulizia del'appartamento veniva fatta quasi ogni giorno, mentre noi eravamo al mare.
Avevamo anche un terrazzino con lo stendino.
Davanti alla porta d'entrata avevamo il campo da tennis, quello da squash e anche la lavanderia che abbiamo usato una sola volta per lavare i teli mare (3,50 euro al gettone).
Vicino al bar c'erano due biliardi schiariti dal troppo sole e un tavolo da ping pong.
In un altra zona del villaggio c'era l'area giochi per bambini, che potevano usufruire del miniclub.
Questo villaggio disponeva di due piscine per adulti e due per bambini, sdraio a go-go ma pochi ombrelloni.
Credo che alla fine la piscina era il pezzo forte che curavano maggiornamente.
Il personale della reception e anche del bar era di una squisitezza unica, gentilissimo e ben preparato...mi sono venuti incontro in tutto e per tutto.
La posizione era ottima, proprio in centro a Corralejo ma lontano dal fracasso, essendo in una via laterale.
In due minuti si raggiungevano negozi, centro, ristoranti e bar.
L'animazione era solo per inglesi, niente animazione italiana...però ho visto che gli inglesi si divertivano un sacco!

Nota dolente: ristorazione.
Pessima!
Ok per la colazione che comunque prevedeva solite cose, come burro,pane,marmellata,qualche affettato,pomodori, fagioli e wurster..anche se non avevano un aspetto invitante.
I succhi erano quelli dolcissimi che fanno andare la glicemia alla stelle.
Pranzo e cena: sempre le solite cose presentate anche sempre nella solita maniera.
Per carità, si mangiava, non si moriva di fame...
ma si mangiava male...sempre patate fritte di contorno!
Al bar avevamo anche gli spuntini gratis, come hot dog e hamburger, ma anche questi non erano fatto come dio comanda....
le bibite erano gratis fino alle 23.00....mio moroso il primo giorno ha continuato a ordinare birre medie perchè non ci credeva che erano gratis...ha smesso con le birre quando ha scoperto che anche il rhum era gratis...

Per spostarsi dalla struttura consiglio il noleggio dell'auto, anche se fermata bus e taxi sono vicinissime.

lunedì 3 agosto 2009

Casa Batllò

Nei quattro giorni che ho passato a Barcellona ho dovuto fare per forza di cose una cernita sulle cose che avrei voluto vedere.
Ero molto combattuta sulle opere di Gaudì, tante per poterle vedere tutte.
Subito volevo scartare Casa Batllò per la Pedrera, anche per un fatto di costo, infatti l'entrata ci costava 16,50 euro a testa.
Poi però una frase scritta nella mia guida cartacea mi ha fatto cambiare idea e cioè che ''valeva ogni singolo centesimo del prezzo d'entrata''.
E così eccomi sul viale Passeig de Gracia.
Stavo camminando immersa a guardare le vetrine, quando all'improvviso mi sono girata per parlare col mio compagno ed eccola lì : l'impatto alla vista della casa è stato fortissimo.
é davvero seducente, non si puo' non restarne ammaliati.
E' sicuramente l'edificio più bizzarro che io abbia mai visto.
La facciata si presenta a frammenti di mattonelle azzurre, lilla e verdi, con balconi e finestre a forma d'onda.
Dal tetto, anch' esso irregolare, spicca una torre solitaria.
Se la si fissa per un po' si intuisce il perchè la gente del posto la chiama casa dels ossos : i balconi danno veramente l'idea di qualcosa di scheletrico.
Pagato il biglietto entriamo e veniamo forniti di audioguida in italiano, che ci porta a scoprire tutti gli angoli della casa.
Veniamo introdotti al lavoro del genio Gaudì, a cui era stata commissionata la ristrutturazione di questo edificio di proprietà della famiglia a capo dell'impero Chupa Chups.
Il piano nobile, è indescrivibile a parole: finestre e porte dalle linee sinuose pensate nel minimo dettaglio per catturare la luce e filtrare l'aria, il soffitto a spirale che avvolge un lampadario a forma di sole, il camino a forma di fungo, la scale avvolgenti..uno spettacolo!
Man mano che proseguiva la nostra visita l'audioguida ci svelava l'architettura minuziosa di Gaudì, che per questa casa ha preso come elemento d'ispirazione il mare.
E' stato possibile visitare il primo piano, la terrazza e l'attico.
In questa casa nemmeno il lavatoio è stato lasciato al caso, perchè non avevo mai visto niente di simile (un architettura ad archi particolarissima).
Sicuramente la visita vale il prezzo del biglietto e comunque chi va a Barcellona non puo' non fermarsi ad ammirare questa opera d'arte, sia di giorno che di sera.
Non pensavo fosse possibile realizzare una casa dai muri così ondulati, e non pensavo nemmeno esistessero serramenti a onde.
L'architetto seguiva direttamente i lavori della casa e spiegava ai falegnami come dovevano realizzare i vari elementi..io penso che questi ultimi l'avessero preso anche per matto.
Da lontano l'esterno mi ha dato l'impressione di essere a squame, proprio come un pesce.
Tra la Pedrera e casa Batllò ho preferito la visita a quest'ultima, e ne sono rimasta veramente soddisfatta..la Pedrera sarà per il prossimo week end che farò a Barcellona.

Per arrivarci si prende il metrò che arriva a Passeig de Gracia.